Scadenza imposte 31 luglio 2024

L’articolo 37 del Decreto Legislativo n. 13/2024 ha disposto il differimento del termine dei versamenti previsti per il 30 giugno 2024, risultanti dalle dichiarazioni dei redditi e da quelle in materia di imposta regionale sulle attività produttive, al 31 luglio 2024 senza maggiorazione.

Il differimento si applica:

  • a titolari di partita IVA che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli ISA e che dichiarano ricavi o compensi non superiori ai limiti stabiliti per ciascun indice;
  • quelli che applicano il regime forfetario di cui all’ articolo 1, commi da 54 a 86, della legge n. 190 del 2014;
  • ai soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese ai sensi degli articoli 5 , 115 e 116 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986.

Sembra prossima la conferma della possibilità di versare le imposte entro il 30 agosto 2024 con la maggiorazione dello 0,4%.

Lo Studio rimane a disposizione per fornire ulteriori chiarimenti.

Detrazione Recupero Patrimonio Edilizio Bonus Casa

L’art. 16-bis lettera b) del TUIR prevede per i contribuenti soggetti all’Irpef, residenti o meno nel territorio dello Stato, che sostengono spese di ristrutturazione (interventi di manutenzione straordinaria e interventi di restauro e di risanamento conservativo) su unità immobiliari residenziali e pertinenze, una detrazione dall’Irpef in dieci anni in percentuale alle spese sostenute (secondo il criterio di cassa).

Percentuale di detrazione e limiti di spesa massima

Alla data odierna, la percentuale di detrazione e i limiti di spesa massima agevolabile sono:

  • 50%, per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2024 (con limite di spesa massima detraibile di 96.000 per unità immobiliare);
  • 36%, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2027 (limite di 48.000);
  • 30%, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2028 al 31 dicembre 2033 (limite di 48.000).

Il limite va considerato per anno e per intervento autonomo.

Requisiti soggettivi

L’agevolazione spetta ai proprietari degli immobili e ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese:

  • proprietari o nudi proprietari;
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • locatari o comodatari dell’immobile;
  • imprenditori individuali e soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce.

Interventi agevolati

Sono agevolati i seguenti interventi:

  • interventi di manutenzione straordinaria: le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché’ non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’ uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;

  • interventi di restauro e di risanamento conservativo: gli interventi edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano anche il mutamento delle destinazioni d’uso purché con tali elementi compatibili, nonché conformi a quelle previste dallo strumento urbanistico generale e dai relativi piani attuativi. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio.

Lo Studio rimane a disposizione per fornire ulteriori chiarimenti e consulenza specializzata dedicata.

Contributi digitalizzazione 2024

Le Camere di Commercio della Regione Veneto hanno emanato un nuovo bando a sostegno delle spese per la transizione digitale ed ecologica sotto forma di contributi a fondo perduto a favore delle PMI.

Nel seguito vengono riportate le informazioni principali dell’ultimo Bando indetto dalla CCIAA di Padova così denominato: “Bando per l’erogazione di contributi finanziari a supporto della doppia transizione digitale ed ecologica delle micro, piccole e medie imprese della provincia di Padova – Anno 2024”.

Requisiti e spese ammissibili – CCIAA PD

Le agevolazioni saranno accordate sotto forma di contributo a fondo perduto, e sono pari al 50% delle spese ammissibili. I contributi avranno un importo massimo di euro 5.000, con una spesa minima ammissibile di euro 3.000.

La domanda si può presentare dal 27/05/2024 fino al 28/05/2024. I contributi verranno erogati, in ordine cronologico, e fino ad esaurimento fondi.

Le spese dovranno essere sostenute dal 1 gennaio 2024 fino alla data di presentazione della documentazione di rendicontazione (data ultima 28 febbraio 2025).

Le spese ammissibili sono le seguenti:

  • acquisto di servizi di consulenza e formazione;
  • acquisto di beni strumentali e servizi.

Esse devono rientrare in uno dei seguenti ambiti tecnologici per la Transizione digitale:

  1. robotica avanzata e collaborativa;
  2. interfaccia uomo-macchina;
  3. manifattura additiva e stampa 3D;
  4. prototipazione rapida;
  5. internet delle cose e delle macchine;
  6. cloud, fog e quantum computing;
  7. cyber security e business continuity;
  8. big data e analytics;
  9. intelligenza artificiale;
  10. blockchain;
  11. soluzioni tecnologiche per la navigazione immersiva, interattiva e partecipativa (realtà aumentata, realtà virtuale e ricostruzioni 3D);
  12. simulazione e sistemi cyberfisici;
  13. integrazione verticale e orizzontale (comprese consulenze e perizie rilasciate da ingegneri o periti industriali iscritti nei rispettivi albi professionali finalizzate all’analisi e all’attestazione dell’interconnessione dei beni 4.0 ai sistemi aziendali);
  14.  soluzioni tecnologiche digitali di filiera per l’ottimizzazione della supply chain;
  15.  soluzioni tecnologiche per la gestione e il coordinamento dei processi aziendali con elevate caratteristiche di integrazione delle attività (ad es. ERP, MES, PLM, SCM, CRM, incluse letecnologie di tracciamento, ad es. RFID, barcode, software gestionale per l’automazione del magazzino, software per l’integrazione tecnologica della produzione, etc);
  16. sistemi per la formazione online e a distanza (realizzazione o acquisto piattaforme, licenze per il loro utilizzo, sistemi audio/video per la fornitura di unità didattiche online);
  17. e-commerce: realizzazione di piattaforme/sistemi di e-commerce (nb: il sito web deve essere attivo e l’intervento completato), anche realizzazione di sistemi di e-commerce su piattaforme di soggetti terzi;
  18. sistemi di pagamento mobile e/o via Internet;
  19. tecnologie per l’in-store customer experience;
  20. interventi volti a migliorare il posizionamento organico nei motori di ricerca (es. SEO, SEM);
  21. spese sostenute per creazione, rifacimento (allineati alle ultime tecnologie disponibili, con funzionalità integrate, e maggiore accessibilità per gli utenti, non vetrine statiche, non mero restyling grafico) o ottimizzazione del sito web (nb: il sito web deve essere attivo e l’intervento completato) al fine di migliorarne il posizionamento nei risultati organici dei motori di ricerca (es. Google, Bing).

Sono incluse le consulenze finalizzate alla Transizione ecologica, tra cui:

  • consulenze nel processo per la redazione del bilancio di sostenibilità (standard GRI Global Reporting Initiative);
  • consulenze nel processo di assessment finalizzato ad avviare un percorso di implementazione di politiche ESG (con esclusione del costo di emissione della
    certificazione).

Spese escluse

Sono in ogni caso escluse dalle spese ammissibili quelle per:

  • servizi per l’acquisizione di certificazioni (es. ISO, EMAS, ecc.);
  • trasporto, vitto e alloggio;
  • servizi di consulenza specialistica relativi alle ordinarie attività amministrative aziendali o commerciali, quali, a titolo esemplificativo, i servizi di consulenza in materia fiscale, contabile, legale;
  • servizi di supporto e assistenza per adeguamenti a norme di legge;
  • abbonamenti per canoni ordinari di connettività, telefonici, elettrici, investimenti tramite leasing e alte forme assimilabili al contratto di locazione;
  • gli investimenti in beni usati;
  • servizio di assistenza per manutenzione gestionali, piattaforme, softwares già acquistati in precedenza;
  • voci di spesa relative a redazione testi, traduzione dei testi e servizi fotografici:
  • spese sostenute per la pianificazione ed implementazione di strategie di marketing digitale;
  • campagne di promozione su motori di ricerca, piattaforme social e marketplace;
  • spese sostenute per realizzare delle campagne di advertising anche su piattaforme social e/o marketplace;

Lo Studio rimane a disposizione per fornire ulteriori chiarimenti. Nel caso vi sia concreto interesse per la presentazione della domanda, si raccomanda tempestività.

Certificazione di Studio con Partner 24 ORE Qualità

Lo Studio Chiaro & Partners ha superato con successo l’assessment che certifica il possesso, da parte degli studi professionali, dei requisiti necessari ad erogare servizi di qualità, in linea con le crescenti aspettative del mercato.

L’audit è stato eseguito su 5 aree:

  • Performances
  • Strumenti
  • Struttura
  • Marketing
  • Comunicazione

L’assesment ha riscontrato:

Non conformità: 0
Osservazioni/Raccomandazioni: 0
Commenti/Suggerimenti: 0

 

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Chiaro & Partners Studio Commercialisti Certificato

Approvazione Bilancio 2023

Ai sensi degli artt. 2478bis e 2364 l’assemblea dei soci deve essere convocata per l’approvazione del Bilancio 2023 entro il 29 aprile 2024 (si evidenzia che tale termine rappresenta la data della prima convocazione, mentre non ci sono vincoli per l’approvazione entro tal data).

Almeno 30 giorni prima, ovvero entro il 30 marzo 2024, gli amministratori devono provvedere a:

  • redigere il progetto di bilancio e la relazione sulla gestione, se necessaria;
  • consegnare il progetto di bilancio e la relazione al Collegio sindacale o al Revisore (se presenti).

Per un periodo di almeno 15 giorni prima di quello fissato per l’assemblea, ovvero entro il 13 aprile 2024, il bilancio deve essere depositato presso la sede sociale, comprensivo delle relazioni degli amministratori, sindaci e revisore.

Per le Srl, almeno 8 giorni prima dell’assemblea, ovvero entro il 20 aprile 2024, i soci devono essere convocati. La mancata convocazione può essere sanata con la dichiarazione di assenso allo svolgimento dell’assemblea da parte della totalità dei soci.

Per le Spa la convocazione va effettuata 15 giorni prima, ovvero entro il 14 aprile 2024.

Eventuale proroga dei termini ex lege

Secondo quanto previsto dall’art. 2364, quando lo richiedono particolari esigenze relative alla struttura ed all’oggetto della società, è possibile prorogare i suddetti termini. In questi casi gli amministratori segnalano nella relazione prevista dall’articolo 2428 le ragioni della dilazione.

Le scadenze con la maggiorazione dei termini sono così rideterminate:

  • entro il 28 giugno 2024 convocazione assemblea;
  • entro il 29 maggio 2024 redazione bilancio e relazione e inoltro all’organo di controllo;
  • entro il 12 giugno 2024 deposito presso la sede sociale;
  • entro il 20 giugno 2024 convocazione dell’assemblea.

 

Possono beneficiare della proroga le società che si trovano nelle seguenti situazioni:

  • Società non tenute alla reda­zione del bilancio consolidato, ma che hanno la necessità di esaminare i bilanci delle società partecipate, per una corretta valutazione delle partecipazioni iscritte in bilancio, comprese quelle che già hanno iscritto, tra le immobilizzazioni finanziarie, valutate con il criterio del patrimonio netto.
  • Società strutturate con diverse sedi (in Italia e/o all’estero) autonome gestionalmente, amministrativamente e contabilmente, al fine di far convergere tutti i dati nella società che redige il bilancio.
  • Società che hanno partecipato ad operazioni straordinarie e di ristrutturazione aziendale, come fusioni, scissioni, trasformazioni.
  • Società in presenza di creazione di patrimoni destinati a specifici affari, a norma dell’articolo 2447-bis cod. civ. e all’articolo 2447-septies cod. civ.
  • Società interessate da modifiche legislative che impongono l’adozio­ne di nuovi principi contabili (es. adozione degli Ias).
  • Società che sono state interessate da:
    • mo­difiche o interventi profondi alla struttura organizzativa, dell’organigramma societa­rio, in prossimità dei termini per l’approvazione del bilancio,
    • even­tuali dimissioni dell’organo amministrativo nell’imminen­za del termine ordinario di convocazione dell’assemblea.
  • Società che hanno subito modifiche profonde alla struttu­ra dei sistemi informatici, soprattutto con riferimento alla contabilità, trascinati da investimenti di risorse umane e loro addestramento.
  • Società che operano in edili­zia, che hanno la necessità di approvare gli stati di avan­zamento lavori da parte del committente e, in particolar modo, in presenza di can­tieri all’estero.
  • Cause di forza maggiore (es. furti, incendi, alluvioni) nonché decesso o grave malattia dell’amministratore unico nei giorni in cui doveva essere redatto il progetto di bilancio.
  • Dimissioni del responsabile amministrativo, con ripercussioni in capo al funzionamento della struttura interna.
  • Società che hanno per oggetto la produzione di beni e il loro conferimento a consorzi di commercializzazione: per queste società, infatti, i dati reddituali definitivi saranno conosciuti solo dopo che i citati consorzi avranno approvato il bilancio e ripartito per consorziato le poste rilevanti.

 

Mancata nomina del revisore

La revisione legale e i servizi di Assurance rafforzano la trasparenza e la credibilità delle aziende e rappresentano un elemento di comunicazione qualificata verso gli stakeholder. Nel mercato dei capitali, Audit e Assurance rappresentano un fattore di credibilità e quindi di vantaggio competitivo.

Lo Studio, in riferimento all’attività di Revisione Legale, oltre alla pluriennale esperienza dei soci, si avvale di collaboratori con esperienza di audit nelle BIG FOUR (ossia le società di revisione più importanti del mondo).

I parametri dimensionali di riferimento attualmente in vigore sono, ai sensi dell’art. 2477 comma 2 lettera c) sono:

  • Totale attivo 4 Milioni
  • Totale fatturato 4 Milioni
  • Dipendenti 20

Laddove una società avesse superato negli ultimi due esercizi almeno uno di tali limiti (non necessariamente lo stesso) per ciascuno anno, sorge l’obbligo di nominare un organo di controllo o revisore legale.

Nelle srl (e nelle cooperative) la nomina dell’organo di controllo o del revisore legale sulla base dei nuovi parametri dimensionali avrebbe dovuto essere effettuata entro la data di approvazione dei bilanci relativi all’esercizio 2022, sulla base dei dati risultanti dai bilanci relativi agli esercizi 2021 e 2022, pena un intervento sostitutivo del Tribunale chiamato in causa dai Conservatori dei Registri delle imprese ex art. 2477 comma 5 c.c.

Sollecito e nomina d’ufficio

A fronte di numerose srl inadempienti rispetto a tale obbligo, i Conservatori dei Registri delle imprese hanno iniziato ad attivarsi a partire dalla fine del 2023. In particolare, prima di comunicare la mancata nomina al Tribunale, stanno inviando una lettera di sollecito. Solo a seguito della mancata nomina da parte delle assemblee societarie anche successivamente al sollecito, i Conservatori provvederanno a segnalare il tutto ai competenti Tribunali.

 

Nel caso in cui la segnalazione del Registro delle imprese pervenga al tribunale competente, sulla base della sede legale della società, esso provvederà alla nomina decidendo il tipo di controlli a cui sottoporre la società (se lo statuto non preveda espressamente la nomina di un sindaco o di un revisore), stabilendo di fatto se la società debba essere sottoposta anche ai controlli di cui all’art. 2403 c.c.(nominando in questo caso un sindaco unico o un collegio sindacale) oppure esclusivamente alla revisione legale (nominando esclusivamente un revisore contabile).

Inoltre, il tribunale deciderà il professionista da nominare e il relativo compenso, presumibilmente sulla base dei parametri giudiziali di cui al DM 140/2012 (parametri, peraltro, in via di modificazione).

 

Ci si chiede però come il tribunale sceglierà i soggetti da nominare. A riguardo quasi tutti i tribunali hanno chiesto agli Ordini territoriali dei dottori commercialisti ed esperti contabili l’elenco dei soggetti disponibili ad assumere incarichi di sindaco unico o revisore nelle srl, da cui saranno attinti i nominativi proposti.

Effetti sui bilanci approvati in difetto di nomina

Il Comitato triveneto dei Notai (massima I.D.10) ha affermato che, in caso di srl priva di un organo di controllo obbligatorio successivamente al termine concesso per procedere alla sua istituzione, “non sarà possibile adottare «con piena efficacia» quelle delibere che presuppongono una qualche attività da parte di tale organo (si pensi ad una approvazione del bilancio in assenza della relazione dei sindaci o a una riduzione di capitale per perdite in assenza delle osservazioni dei medesimi)”. I notai del Triveneto, quindi, pur ravvisando l’invalidità della decisione, si esimono dalla qualificazione della stessa.

 

Secondo la prevalente ricostruzione giurisprudenziale, la mancanza della relazione del Collegio sindacale, quale atto confluente nel procedimento di approvazione del bilancio d’esercizio e legato al bilancio medesimo da un nesso di consequenzialità necessaria, inciderebbe sulla validità della delibera assembleare di approvazione determinandone la mera “annullabilità” (cfr. Trib. Milano n. 4115/2019, Trib. Milano n. 3432/2018 e Trib. Napoli 14 dicembre 2007). In quest’ultimo senso appare orientata anche la prevalente dottrina.

 

Tuttavia, secondo altra ricostruzione (cfr. Trib. Milano n. 11595/2015 e App. Milano 26 maggio 1998), dalla mancanza della necessaria relazione del Collegio sindacale scaturirebbe la “nullità” della delibera di approvazione del bilancio d’esercizio. In particolare, motivo di nullità del bilancio – che si traduce nella nullità della delibera di approvazione per illiceità del suo oggetto – sarebbe il mancato esercizio del controllo sindacale sulla bozza di bilancio presentata dagli amministratori.

Aggiornamento su principali novità

Con la presente per riassumere le principali novità (normativa o chiarimenti) di interesse per aziende e partite iva.

Il decreto legge “PNRR”, approvato dal Consiglio dei Ministri del 26 febbraio scorso e in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, introduce un nuovo credito d’imposta relativo al piano transizione 5.0, volto a sostenere gli investimenti in digitalizzazione e nella transizione green delle imprese. Le disposizioni attuative dell’agevolazione saranno comunque stabilite con apposito DM.

 

Il credito d’imposta spetta alle aziende che negli anni 2024 e 2025 effettuano nuovi investimenti nell’ambito di progetti di innovazione che conseguono una riduzione dei consumi energetici. Per investimenti fino a 2,5 milioni di euro la misura del credito d’imposta è pari a:

  • 35% (riduzione consumi aziendali almeno 3% o consumi di processo almeno 5%)
  • 40% (riduzione consumi aziendali almeno 6% o consumi di processo almeno 10%)
  • 45% (riduzione consumi aziendali almeno 10% o consumi di processo almeno 15%)

 

Il riconoscimento del credito d’imposta è subordinato alla presentazione di apposite certificazioni rilasciate da un valutatore indipendente, che dovrà attestare ex ante la riduzione dei consumi energetici conseguibili tramite gli investimenti nei beni agevolati ed ex post l’effettiva realizzazione degli investimenti conformemente a quanto previsto dalla certificazione ex ante e l’avvenuta interconnessione dei beni al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. È inoltre richiesta la certificazione da parte del revisore, nonché l’indicazione della dicitura normativa in fattura. Per le PMI, le spese relative alla certificazione sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 10.000 euro.

 

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel modello F24 in un’unica soluzione entro il 31 dicembre 2025. L’ammontare non compensato entro tale data è riportato in avanti ed è utilizzabile in 5 quote annuali di pari importo.

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge 23 febbraio 2024 n. 18 di conversione del DL “Milleproroghe” (DL 215/2023), diventa certa la riapertura dei termini per pagare entro il 15 marzo 2024 le rate della c.d. rottamazione-quater:

  • le “maxirate” scadute lo scorso 31 ottobre e 30 novembre 2023;
  • la rata del 28 febbraio 2024.

Per la nuova riapertura viene prevista la tolleranza dei cinque giorni di ritardo e, di conseguenza, verranno ritenuti tempestivi anche i pagamenti effettuati entro il 20 marzo 2024.

 

Si ricordano ai clienti che le rate prossime rate saranno maggio, luglio, novembre e febbraio e che, come avvisato, si dovrà provvedere in autonomia al controllo delle scadenze.

Dal 1° marzo 2024 la ritenuta di acconto che viene applicata sui bonifici cd. “parlanti” relativi ad oneri per i quali spetta la detrazione d’imposta salirà dall’8% all’11%.

Lo prevede l’art. 1 comma 88 della L. 213/2023 (legge di bilancio 2024).

La disposizione riguarda, quindi, il superbonus, di cui all’art. 119 del DL 34/2020, l’ecobonus, di cui all’art. 14 del DL 63/2013, il sismabonus, di cui all’art. 16 del DL 63/2013, il bonus casa 50%, di cui all’art. 16-bis del TUIR, ma anche il c.d. “bonus barriere 75%”, di cui all’art. 119-ter del DL 34/2020.

 

Sono esonerate dal bonifico parlante le seguenti fattispecie:

  • acquisto di immobili ristrutturati che consente di beneficiare del c.d. “bonus casa acquisti”, di cui all’art. 16-bis comma 3 del TUIR (in tal senso, circ. Agenzia delle Entrate 31 maggio 2019 n. 13, p. 277 e guida Agenzia delle Entrate settembre 2014, p. 23);
  • acquisto di case antisismiche che consente di fruire del c.d. “sismabonus acquisti”, di cui all’art. 16 comma 1-septies del DL 63/2013;
  • spese sostenute dall’imprenditore edile per gli interventi di recupero svolti sulla propria abitazione;
  • pagamento di oneri di urbanizzazione;
  • pagamento dei bolli e dei diritti amministrativi;
  • pagamento delle tasse comunali (es. TOSAP);
  • acquisto di mobili ed elettrodomestici al fine di beneficiare del c.d. “bonus mobili”,
  • pagamento di interventi per la “sistemazione a verde” e per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili che consentono di beneficiare del c.d. “bonus verde”.

L’art. 1 comma 94 della L. 213/2023 (legge di bilancio 2024), inserendo il comma 49-quinquies nell’art. 37 del DL 223/2006, ha introdotto un divieto di compensazione a decorrere dal 1° luglio 2024 che opera in presenza di ruoli scaduti per un ammontare complessivo superiore a 100.000 euro.

 

Si tratta di una norma di portata decisamente più ampia rispetto al divieto di compensazione ex art. 31 del DL 78/2010, riguardante i contribuenti che hanno iscrizioni a ruolo superiori a 1.500 euro. In questo caso, peraltro, è possibile compensare l’eccedenza, mentre per come è scritto l’art. 1 comma 94 della L. 213/2023 sembra di no.

 

Operano i commi 49-ter e 49-quater dell’art. 37 del DL 223/2006, quindi ci saranno controlli preventivi sui modelli F24 contenenti compensazioni che potranno bloccare la delega di pagamento.

 

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello n. 54/2024, specifica che sui ruoli in cui è in corso la rottamazione quater ex L. 197/2022 non opera il divieto di compensazione per ruoli scaduti.

 

Sembra, invece, che rateizzazione e pagamento della prima rata (art. 19 del DPR 602/73) non faccia venire meno il divieto di compensazione.

La decontribuzione introdotta dall’art. 1 commi 180-182 della L. 213/2023 (legge di bilancio 2024)prevede un esonero del 100% della quota IVS della lavoratrice madre:

  • di tre o più figli, per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026, tale esonero può trovare applicazione fino al mese di compimento del 18° anno di età del figlio più piccolo (comma 180);
  • di due figli, in via sperimentale per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024, tale esonero può trovare applicazione fino al mese di compimento del 10° anno di età del figlio più piccolo (comma 181).

L’esonero si sostanzia in uno azzeramento dei contributi inps a carico della dipendente, fino a un massimo di 3.000 annui, riparametrato su 12 mesi, e sarà operativo dalle paghe di febbraio con recupero anche del mese di gennaio.

Per quanto concerne l’ambito applicativo, possono accedere all’esonero tutte le lavoratrici madri con rapporto di lavoro a tempo indeterminato (anche part-time) nei settori pubblico o privato (a prescindere dalla qualifica di imprenditore del datore), compresi le lavoratrici del settore agricolo ma esclusi i rapporti di lavoro domestico.

Rientrano nella platea dei destinatari i rapporti di apprendistato, i rapporti instaurati in attuazione del vincolo associativo stretto con una cooperativa di lavoro ai sensi della L. 142/2001 e i rapporti di lavoro a tempo indeterminato a scopo di somministrazione.

La Legge di bilancio per il 2024 introduce nuovamente la possibilità di adeguare le esistenze iniziali al’1.1.2023. Non sono interessate dalla regolarizzazione in esame le esistenze iniziali relative alle opere, forniture e servizi di durata ultrannuale, di cui all’articolo 93 Tuir.

Operativamente, l’adeguamento delle esistenze iniziali di magazzino può avvenire tramite:

  • l’eliminazione delle esistenze iniziali di quantità o valori superiori a quelli effettivi;
  • l’iscrizione delle esistenze iniziali in precedenza omesse.

Nel caso di emersione di magazzino, l’imposta sostitutiva dell’Irpef, dell’Ires e dell’Irap ammonta al 18%. Le imposte dovute devono essere versate in due rate di pari importo (30.06.2024 e 30.11.2024). In attesa di chiarimenti in materia INPS e di ritenuta sui dividendi, nel caso migliore con il pagamento dell’imposta sostituiva il risparmio sarà pari a: 24% IRES + 3,9 % IRAP + 24% INPS + 26% ritenuta sui dividendi = 70% circa – 18% = 50% circa di risparmio netto.

 

L’adeguamento delle rimanenze non rileva ai fini sanzionatori di alcun tipo e non ha effetto sui processi verbali di constatazione consegnati e sugli accertamenti notificati fino alla data di entrata in vigore della Legge di bilancio.
In particolare, i valori risultanti dalle variazioni sono riconosciuti, a decorrere dal periodo di imposta 2023, sia ai fini civilistici sia ai fini fiscali. I valori iscritti o eliminati non possono essere utilizzati ai fini dell’accertamento relativo a periodi di imposta precedenti.

In attuazione al DM 4.8.2023 Ministero della Giustizia n. 109 (G.U. 11.8.2023 n. 187), entra in vigore i nuovi albi: Albo dei dei Consulenti Tecnici del giudice a cui sono iscritti i professionisti che il Tribunale incarica di effettuare consulenze tecniche nel processo civile e Albo dei Periti a cui sono iscritti i professionisti che il Tribunale incarica di effettuare perizie nel processo penale.

Le domande di iscrizione possono essere presentate dal 1° marzo al 30 aprile: https://alboctuelenchi.giustizia.it/gestione-albi/home

L’art. 4 definisce i requisiti per l’iscrizione all’albo dei consulenti tecnici:

  1. Possono essere iscritti nell’albo colo che:
    a) sono iscritti nei rispettivi ordini o collegi professionali, o ruoli, o associazioni professionali;
    b) sono in regola con gli obblighi di formazione professionale continua, ove previsti;
    c) sono di condotta morale specchiata;
    d) sono dotati di speciale competenza tecnica nelle materie oggetto della categoria di interesse;
    e) hanno residenza anagrafica o domicilio professionale ai sensi dell’articolo 16 della legge 21 dicembre 1999, n. 526 nel circondario del tribunale.
  2. Ai fini della lettera a), il professionista deve essere iscritto nel rispettivo ordine o collegio professionale. Per le professioni non organizzate in ordini o collegi, il professionista deve essere iscritto nel ruolo dei periti e degli esperti tenuto dalla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura o ad una delle associazioni professionali inserite nell’elenco di cui all’articolo 2, comma 7, della legge 14 gennaio 2013, n. 4, che rilasciano l’attestato di qualità e di qualificazione professionale dei servizi prestati dai soci.
  3. Gli obblighi di formazione professionale continua di cui al comma 1, lettera b), sono quelli previsti dai rispettivi ordinamenti professionali o, per le professioni non organizzate in ordini o collegi, dall’associazione di cui all’articolo 2 della legge n. 4 del 2013 alla quale è iscritto l’aspirante.
  4. Il requisito della speciale competenza tecnica previsto dal comma 1, lettera d), sussiste quando con specifico riferimento alla categoria e all’eventuale settore di specializzazione l’attività professionale è stata esercitata per almeno cinque anni in modo effettivo e continuativo.
  5. In mancanza del requisito di cui al comma 4, la speciale competenza tecnica è riconosciuta quando ricorrono almeno due delle seguenti circostanze:
    a) possesso di adeguati titoli di specializzazione o approfondimento post-universitari, purché’ l’aspirante sia iscritto da almeno cinque anni nei rispettivi ordini, collegi o associazioni professionali;
    b) possesso di adeguato curriculum scientifico, comprendente, a titolo esemplificativo, attività di docenza, attività di ricerca, iscrizione a società scientifiche, pubblicazioni su riviste scientifiche;
    c) conseguimento della certificazione UNI relativa all’attività professionale svolta, rilasciata da un organismo di certificazione accreditato.
  6. Per la categoria medico-chirurgica, ai fini di cui al comma 4 rileva l’esercizio della professione successivamente al conseguimento del titolo di specializzazione. Per la specializzazione in medicina legale, non si applica il requisito di cui al comma 4 ed è sufficiente il possesso di uno tra quelli previsti al comma 5, lettere a) e b).
  7. L’aspirante può essere iscritto, nell’ambito del medesimo albo, in più categorie o settori di specializzazione, quando soddisfa i requisiti previsti per ciascuno di essi.
  8. Ai fini dell’iscrizione nella categoria e nel settore di specializzazione richiesti, la speciale competenza tecnica è valutata dal comitato.

Le categorie dell’albo e i settori di specializzazioni sono consultabili al seguente ALLEGATO

Nei modelli dichiarativi diffusi dall’Agenzia delle Entrate sono stati esplicitati i percorsi per l’adesione al concordato preventivo, che saranno diversi:

– per i soggetti ISA, i quali saranno tenuti a compilare un apposito modello che è parte integrante dei modelli ISA;

– per i contribuenti in regime forfetario, che compileranno la nuova sezione VI del quadro LM del modello REDDITI PF.

Emerge che il reddito proposto ai fini dell’accesso al concordato preventivo biennale verrà determinato automaticamente utilizzando il software dedicato agli ISA.

Con il medesimo modello verrà comunicata anche l’accettazione del reddito proposto da parte del contribuente, con conseguente applicazione del concordato preventivo biennale per i periodi di imposta 2024 e 2025.

Lo Studio provvederà a tenere informati i clienti sulle opportunità legate a questo nuovo istituto.

Per il modello 2024 le informazioni contenute nel quadro RW (INVESTIMENTI E ATTIVITÀ FINANZIARIE ALL’ESTERO, MONITORAGGIO – IVIE/IVAFE) per chi compila il 730/2024 anno riferimento 2023 non dovranno più essere comunicate con modello a parte (UNICO solo RW), ma saranno integrate nel modello 730 nel nuovo quadro W.

Legge di bilancio 2024 – prima stesura

Il Decreto Legge fiscale collegato al Disegno di legge di Bilancio 2024, approvato dal Consiglio dei Ministri del 16 ottobre, ha previsto alcune novità. Nella presente circolare si riportano le novità fiscali di maggior impatto per imprese e partite iva.

Le persone fisiche titolari di partita IVA, che nel 2022 dichiarano ricavi o compensi non superiori a 170.000 euro, avranno tempo fino al 16 gennaio 2024 per versare la seconda rata degli acconti d’imposta dovuti in base al modello REDDITI 2023. In base alle bozze sinora circolate, la misura sarebbe temporanea, cioè applicabile per il solo periodo d’imposta 2023.

 

Per espressa previsione normativa, dalla proroga sarebbero invece esclusi i “contributi previdenziali” e, quindi, ad esempio, i contributi INPS dovuti dai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata ex L. 335/95 e dagli artigiani e commercianti.

 

Infine, anziché in un’unica soluzione entro il 16 gennaio 2024, la seconda rata dei suddetti acconti potrà essere pagata in cinque rate mensili di pari importo, a decorrere dal mese di gennaio, con scadenza il giorno 16 di ciascun mese. Sulle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi nella misura del 4% annuo (ex artt. 20 comma 2 del DLgs. 241/97 e 5 comma 1 del DM 21 maggio 2009).

Viene confermata la detassazione dei premi produttività al 5% mentre viene “ritoccata” la soglia dei fringe benefit: nel 2024 si abbasserà a 2.000 euro (dai 3.000 euro previsti per il 2023) per i lavoratori dipendenti con figli a carico mentre verrà innalzata, dagli attuali 258,23 euro, a 1.000 euro per tutti gli altri. Il comunicato del MEF specifica che si potranno utilizzare anche per pagamenti di affitto e mutuo prima casa.

Viene previsto che per i titolari di reddito d’impresa e per gli esercenti arti e professioni il costo del personale di nuova assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato è maggiorato, ai fini della determinazione del reddito, di un importo pari al 20% del costo riferibile all’incremento occupazionale.

 

Gli incrementi occupazionali rilevano a condizione che il numero dei dipendenti a tempo indeterminato al termine del 2024 risulti superiore al numero dei dipendenti a tempo indeterminato mediamente occupato nel 2023. Per finalità antielusive, l’incremento occupazionale va considerato al netto delle diminuzioni occupazionali verificatesi in società controllate o collegate ai sensi dell’art. 2359 c.c. o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto.

L’art. 5 del DLgs. approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri prevede, nel contesto della ridefinizione degli incentivi alle imprese, l’abrogazione dell’agevolazione ACE con effetto dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 (ovvero, dal 2024, per i soggetti con esercizio sociale coincidente con l’anno solare).

Il DLgs. approvato ieri dal Consiglio dei Ministri fa salvo il solo utilizzo delle eccedenze maturate sino al 2023.

Flat tax incrementale 2023

La Legge di Bilancio 2023 (n. 197/2022 commi 55-57) ha introdotto la cd flat tax incrementale: le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni possono applicare un’imposta sostituiva del 15%. Le caratteristiche del regime in esame sono:

  • non possono utilizzare tale regime i soggetti che già usufruiscono del regime forfetario;
  • si applica in sostituzione delle “normali” aliquote IRPEF e delle relative addizionali;
  • si applica sull’eccedenza emersa dalla differenza tra il reddito d’impresa e di lavoro autonomo determinato nel 2023 e il reddito d’impresa e lavoro autonomo più elevato tra quelli dichiarati negli anni dal 2020 al 2022, decurtata di un importo in misura pari al 5% del reddito più elevato di riferimento, fino ad un massimo di 40.000 euro;
  • la misura in esame non incide sugli acconti dovuti per il 2024. Questi vanno determinati considerando l’imposta che sarebbe dovuta non applicando il regime della flat tax “incrementale”.

Esempio

Reddito* 2023 € 200.000
Reddito* 2022 € 80.000
Reddito* 2021 € 70.000
Reddito* 2020 € 60.000
Differenza tra il reddito 2023 e il reddito 2022 (il più elevato del triennio precedente) 200.000 – 80.000 = 120.000
Franchigia del 5% sul reddito più elevato (80.000 euro conseguito nell’anno 2022) 4.000

Reddito soggetto a “flat tax incrementale” (15%) 120.000 – 4.000 = 116.000 -> 40.000 (limite massimo) Tassazione pari ad € 6.000 in luogo di € 18.000

Reddito che confluisce nel reddito complessivo (con aliquote ordinarie IRPEF) 200.000 – 40.000 = 160.000

Redditi esclusi dal beneficio

Si ritiene che siano esclusi dal regime agevolativo:
– i redditi delle società di persone, imputati ai soci in ragione del principio di “trasparenza”;
– i redditi delle società di capitali, imputati ai soci a seguito dell’esercizio dell’opzione per la trasparenza fiscale delle società a ristretta base proprietaria;
– i redditi di cui all’articolo 53, comma 1, del TUIR, derivanti dall’esercizio di arti e professioni in forma associata di cui alla lettera c) del comma 3 dell’articolo 5 del TUIR, imputati ai singoli associati.
L’accesso al beneficio fiscale in esame è precluso, inoltre, a coloro che, per l’anno d’imposta 2023, applicano il regime forfetario di cui alla legge n. 190 del 2014. Può, tuttavia, accedere al regime agevolativo (al ricorrere dei requisiti previsti dalla relativa norma introduttiva) il contribuente che decada dal regime forfetario in corso d’anno, laddove i ricavi o i compensi percepiti siano di ammontare superiore a 100.000 euro. In tale ipotesi, infatti, questi è tenuto a determinare il reddito con le modalità ordinarie per l’intero anno d’imposta 2023.

Tassazione energia fotovoltaica venduta

L’Agenzia delle Entrate, con circolari 46/2007 e 36E/2013, ha chiarito che anche per i soggetti che possiedono “privatamente” (al di fuori dell’esercizio dell’attività imprenditoriale) un impianto fotovoltaico vanno tassati ai fini IRPEF i proventi derivanti dall’energia prodotta in eccesso rispetto alle proprie esigenze e venduta alla rete.

Si riportano le istruzioni da seguire per tali soggetti, mentre devono seguire le regole per la determinazione del reddito d’impresa coloro ce hanno realizzato o acquistato l’impianto tramite la propria partita iva.

Come dichiarare correttamente

Tali proventi rientrano tra i redditi diversi, nello specifico come redditi da attività commerciale non esercitata abitualmente. La loro liquidazione avviene indicando tali ricavi:
  • al rigo D5 codice 1 se si presenta il modello 730;
  • al rigo RL14 se si presenta il modello UNICO.

La Certificazione delle eccedenze vendute

Per dichiarare le vendite effettuate va consegnata allo Studio la relativa certificazione scaricabile dal portale del GSE seguendo l’apposita procedura.

I passaggi per scaricare dal sito GSE la certificazione delle eccedenze ricevute per l’anno di riferimento sono i seguenti:

  • accedere all’area riservata Clienti GSE
  • Servizi
  • servizio di Scambio sul posto e accedere al portale dedicato
  • Selezionare “Comunicazioni”/”Ricerca” ed effettuare il download

Costo impianto indeducibile

Come chiarito dalla circolare 46/2007, il costo relativo all’acquisto o realizzazione dell’impianto non può essere considerato come spesa specificamente inerente alla produzione del suddetto reddito, atteso che l’impianto è utilizzato prevalentemente per i bisogni energetici dell’utente e che solo marginalmente procede reddito imponibile attraverso la cessione dell’energia eventualmente prodotta in eccesso.